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Diario
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24 maggio 2011

Telecronaca aggiornamento 24/5

Secondo alcuni osservatori a Milano il cavallo di destra si sarebbe quasi appaiato a quello di sinistra, che solo a tratta sembra sopravanzare, quello di destra. Creando quindi la massima incertezza su quello che avverrà sulla linea del traguardo. Peraltro mancano ancora 6 giri al termine della gara e secondo questi osservatori il cavallo di destra avrebbe recuperato qualcosa come 0,5" a giro. Per cui se il cavallo di destra continuasse con questa progressione, arriverebbe certamente primo sulla linea di traguardo con un paio due-tre minuti di vantaggio.

23 maggio 2011

I pazzi

Berlusca e i suoi seguaci stanno facendo i pazzi per evitare di perdere a Milano. Stanno sparando menzogne in quantità industriale. Secondo me hanno qualcosa da nascondere, che potrebbe essere scoperta da un nuovo sindaco che non fosse dei lori. Chissà cosa hanno combinato nell'amministrare la Città di Milano?

23 maggio 2011

Telecronaca

Continuano le corse di cavalli negli ippodromi di Napoli e Milano. A Napoli gli spettatori hanno visto i due cavalli ad un incollatura, con un appena percettibile vantaggio del cavallo di sinistra. Alcuni spettatori dichiarano di aver visto il cavallo di destra perdere terreno negli ultimi giri. Ma la situazione resta incerta sul esito finale della corsa.
Per quanto riguarda la corsa di Milano, alcuni spettatori riportano che negli ultimi giri il cavallo di destra ha recuperato terreno nei riguardi del cavallo di sinistra, portandosi quasi ad un'incollatura. Altri spettatori che hanno seguito un ulteriore giro dicono che il cavallo di destra sta riperdendo terreno. Anche qui è una situazione molto fluida, con i fans del cavallo di destra molto agitati e violenti, con l'intento di influenzare, come sono soliti, la giuria.

22 maggio 2011

Smascherare

Le nuove fantomatiche, e costruite ad arte, violenze subite dai fans del PDL, mi confermano che quella delle violenze è una strategia costruita a tavolina dal PDL, per supportare le accuse della sinistra violenta.E' un tentativo che bisogna smascherare, denunciandolo per quello che è. Di modo che diventi un boomerang per chi lo esegue.

22 maggio 2011

Aggressione a Milano

Voglio esprimere i miei dubbi, sull'aggressione a Milano. Non escludo che ci possa essere stato un diverbio che abbia coinvolto la Sig.ra Rizzi e che questa abbia ricevuto uno spintone e sia finita col culo a terra. Dalla foto apparsa sul corriere della sera, della signora mentre è ancora seduta a terra, non si vedono segni di calci. Peraltro la signora è vestita tutta di bianco e i calci si sarebbero notati subito. Inoltre, sul luogo c'erano telecamere di Ballarò e di Porta a porta i quali dicono che non hanno registrato immagini di calci. La signora seduta a terra non mostra segni particolari di sofferenza, sicuramente presenti nel caso fosse stata presa a calci, come sostengono quelli del PDL. Per quanto riguarda la versione della polizia municipale, bisogna notare che la prima cosa che è stata detta è che era stato un diverbio, poi hanno cambiato versione. Si può sospettare legittimamente che siano state fatte pressioni sul comandante, peraltro di nomina politica e nominato proprio dalla Moratti. Veniamo all'ospedale, la signora è stata trattaneta in osservazione. Non è difficile trovare un medico compiacente. O magari quelli del PDL si sono messi a fare i pazzi per farla trattenere. Conosciamo le persone.


10 aprile 2011

Un vecchio articolo di Repubblica del 1993

PUBBLICI E PRIVATI, DEBITI BOOM FININVEST NE HA 7140 MILIARDI

MILANO - L' Iri e la Ferruzzi Finanziaria hanno più debiti che fatturato. La Fininvest di Silvio Berlusconi ha 4,3 lire di debiti per ogni lira di capitale. L' esposizione della Fiat sta aumentando in misura pericolosa e per questo è stato deciso l' aumento di capitale di oltre 4.000 miliardi. La Pirelli è tornata a un equilibrio sostenibile, ma dopo una cura "lacrime e sangue" costata circa 19.000 posti di lavoro e la perdita di 1.800 miliardi di fatturato. L' Olivetti, a fine ' 92, aveva 2,4 lire di debiti per ogni lira di capitale e, nel corso del ' 93, si è rimessa in sesto con la ricapitalizzazione di 900 miliardi dei mesi scorsi, ma deve sperare di ritornare in attivo al più presto, altrimenti saranno altri guai. Accanto ai debiti, anche le perdite. I bilanci diventano sempre più "rossi". I gruppi pubblici (Iri, Eni, Gepi, aziende ex Efim) hanno complessivamente perso nel ' 92 oltre 8.000 miliardi. I primi cinque gruppi privati (Fiat, Ferruzzi, Olivetti, Fininvest, Pirelli) hanno perso assieme 1.850 miliardi. Tra debiti e perdite l' assetto del sistema industriale italiano appare in qualche caso vicino al fallimento. L' Iri con 79.999 miliardi di debiti e un capitale netto di 12.236 miliardi mantiene un rapporto di 6 lire di esposizione ogni lira di capitale. E vanta un altro "record": gli interessi di terzi (16.039 miliardi) sono superiori al capitale netto. Con questi numeri, teoricamente, è un gruppo che dovrebbe portare i libri in Tribunale. Si salva perché l' azionista Tesoro risponde illimitatamente dei debiti. Mediobanca ritiene che il punto più basso della crisi economica e industriale verrà toccato quest' anno, con un peggioramento sensibile dei risultati di alcune primarie imprese. Ancora l' Iri, ad esempio, ha urgente bisogno di fare cassa per coprire i buchi più vistosi, e per la stessa Fiat si prevede una perdita d' esercizio rilevante. L' analisi di Mediobanca conferma la delicatezza della situazione finanziaria della Fininvest e aggiunge qualche elemento di maggior chiarezza. La holding di Berlusconi ha debiti a medio-lungo termine per 2.947 miliardi, debiti a breve per 1.528 miliardi per un indebitamento finanziario lordo complessivo di 4.475 miliardi, fronteggiati da un capitale netto di 1053 miliardi. Ma non è tutto. La posizione della Fininvest è gravata da altri 2.665 miliardi di debiti commerciali, debiti diversi da quelli finanziari, che servono al funzionamento delle imprese. Ad esempio se la Standa paga in ritardo i fornitori, quelli sono debiti commerciali da rimborsare. Mediobanca indica sempre nei suoi rapporti questa "voce" in quanto ritiene anche quelli commerciali dei debiti certi, perchè prima o poi devono essere pagati. Una metodologia a volte contestata negli anni scorsi, anche dal gruppo Ferruzzi, al quale tuttavia i fatti hanno poi dato torto. Passando al concorrente televisivo di Berlusconi, la Rai, si possono comprendere le preoccupazioni del consiglio di amministrazione. A fine ' 92 la Rai aveva un indebitamento finanziario lordo di 1.905 miliardi, fronteggiati da un capitale netto di soli 304 miliardi. - RINALDO GIANOLA

10 novembre 2009

Cosentino





permalink | inviato da Numa Pompilio il 10/11/2009 alle 20:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

28 agosto 2009

Liberalizzare TV

Quanto si sta vedendo in questi tempi di Governo Berlusconi, pongono in rilievo il come il controllo totalitario (o quasi) dei mezzi di informazione sia un potente mezzo di coercizione dell'opinione pubblica. Si stanno facendo passare provvedimenti pessimi come buoni, o nella ignoranza della popolazione, grazie a giornalisti servi e servili al potere berlusconiano. Ecco perché è necessario liberalizzare le frequenze TV per avere una pluralità di voci indipendenti e forti, non succubi al potere politico, ma controllori degli eccessi di quest'ultimo, come santa democrazia pretende.
In passato nella sinistra si sono avute delle remore a fissare la regola una frequenza TV per operatore (come se questo un ingiustificato esproprio ai danni di Berlusconi, manco le frequenze TV appartenessero a Lui) temendo di riceverne un danno elettorale che poi si è immancabilmente avuto, con effetti devastanti sulla democrazia di questo paese.
Per questo oggi si pone il problema della liberalizzazione delle frequenze TV, a salvaguardia dei valori democratici della repubblica italiana. Il possesso massivo di mezzi di informazione è un pericolo per la democrazia. Come diceva Popper i mezzi di informazione vanno posti sotto il controllo democratico con sistemi che li svincolino dal potere economico e politico di un paese.

9 agosto 2009

Salari a Sud

Come ho avuto modo di spiegare altre volte, i più bassi prezzi al sud (su alcuni prodotti) sono legati ad una generale situazione di maggior disagio economico. E' questo disagio economico che costringe i commercianti a tenere più bassi i prezzi, a ridurre il loro margine di guadagno, per vendere i loro prodotti. D'altronde già i dipendenti del comparto privati percepiscono stipendi inferiori rispetto ai colleghi che lavorano al settentrione. Perché al Sud anche il lavoro non nero è grigio (si dichiara una retribuzione al dipendente inferiore a quella che gli si versa effettivamente, cosi all'imprenditore resta in tasca una somma esentasse).
Il problema posto da Berlusconi è completamente sbagliato e indice di un totale distacco e incomprensione della realtà dei fatti (quando uno è sempre vissuto nell'ovatta cosa può capire delle difficoltà della gente comune? niente e lo sta dimostrando), il vero problema sono gli alti costi di diversi prodotti al nord. Si dovrebbe pensare piuttosto ad una politica per raffreddare i costi dei prodotti al Nord.

24 luglio 2009

Università

Faccio due proposte per rilanciare la qualità dell'università italiana.

  1. Basta con docenti e ricercatori col "posto fisso". Queste categorie debbono essere professionalizzate. Va prevista l'istituzione di un albo a cui si accede tramite esame di abilitazione (specifico per ogni settore di competenza), esame che va ripetuto periodicamente per accertare l'aggiornamento professionale degli iscritti. Le università scelgono professori e ricercatori da questo albo e stipulano con essi un contratto di durata diciamo triennale. Nel contratto vengono fissati degli obiettivi minimi che vanno raggiunti. Alla fine del contratto viene valutato il raggiungimento degli obiettivi fissati. Se tali obiettivi non sono stati raggiunti il contratto non può essere rinnovato e scatta una nota di demerito all'albo con arretramento nella lista-graduatoria. Se gli obiettivi sono stati raggiunti il contratto può essere rinnovato e nel caso in cui sia stato fatto bene, si deve prevedere la possibilità di un contratto economicamente più vantaggioso per il docente/ricercatore. La possibilità di concorrenza tra le università per accaparrarsi i docenti/ricercatori migliori, offrendogli contratti più vantaggiosi, deve essere possibile. Gli obiettivi minimi di qualità devono essere previsti dalla legge nazionale. Obiettivi più restrittivi possono essere previsti da regioni e dalle stesse università. Senza la possibilità di mandare via i docenti/ricercatori scarsi la qualità dell'università non migliora. (Un professore/ricercatore bravo potrà guadagnare molto di più di oggi, purché appunto sia effettivamente bravo).
  2. Introduzione di una tassa del laureato, che sostituisca in tutto o in parte le tasse degli studenti. Gli studenti di un'università contraggono per i loro studi un debito con l'università stessa (costi di formazione). Questo debito dovrà essere ripagato nel momento in cui il laureato comincerà a lavorare e supererà una soglia minima di reddito. Questo avrà diversi effetti benefici sul sistema universitario: ci sarà una diminuzione della dispersione universitaria, ci sarà un aumento della qualità della preparazione universitaria, ci sarà una riduzione degli accessi e dei corsi che producono poca o nulla occupazione. Tutto questo perché l'università sarà legata al successo professionale dei propri allievi.


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